Da ragazzo provò all' Atalanta e conosce Balotelli: sarà un amico, allora era un altro scartatoIl bomber del Parma e gli esordi con il Milan: «Davide Ancelotti mi disse "Vedrai che papà ti chiama"»di
ALBERTO PALOSCHI Io e il pallone abbiamo iniziato a darci del tu da quando avevo 2 anni. Lo inseguivo e calciavo appena potevo, soprattutto quando mio nonno Vittorio mi accompagnava nei giardinetti vicino a casa, a Cividate. La mia prima squadra infatti è stata la Cividatese, anche se quel giorno, avevo 5-6 anni, andai all' allenamento più che altro perché c' erano tutti i miei compagni dell' ultimo anno di asilo. La prima partita fu una batosta memorabile, un 10-0 dalla Bonate Sotto che non dimenticherò facilmente. Ma negli anni a venire con di loro ci siamo presi tante rivincite. Iniziai da esterno, poi il mio allenatore di allora, Eliseo Belloli, mi spostò in attacco. Non avrei più cambiato ruolo. Arrivano le grandi Passa qualche stagione e faccio un anno e mezzo di provini all' Atalanta, delle grandi la squadra migliore perché sarei rimasto vicino a casa. Lì conosco anche Balotelli, che più tardi diventerà un grande amico, ma che allora era solo un altro scartato. A 11 anni mi vuole vedere il Milan. Faccio un provino l' 1 novembre 2001 a Linate contro ragazzi più vecchi di un anno. Soffro, ma evidentemente vedono in me qualcosa di buono e la settimana dopo mi mandano in campo contro i pari età del Piacenza. Vinciamo 2-1 con due gol miei, e a gennaio sono rossonero a tutti gli effetti. Un bel cambio di vita, ma ho detto ai miei che se non ci avessi almeno provato non me lo sarei mai perdonato. Loro hanno capito e, sempre grazie a nonno Vittorio (anche se poi veniva a prendermi un pullmino del Milan), ho iniziato a fare avanti e indietro tra Brescia e Milano. Mi prendevano all' uscita da scuola e tornavo la sera. Durissima. Tanto che quando sono arrivato agli Allievi Nazionali e gli allenamenti diventavano 4 a settimana, ho convinto i miei che era meglio trasferirmi a Milano. Proprio in quell' anno ho capito che il calcio sarebbe stato la mia vita. La data? 9 giugno 2007: finale contro il Genoa, vinciamo 4-0 e io ne segno tre. La svolta Poi arriva la Primavera. L' inizio è pessimo perché salto tutto il ritiro per curarmi la pubalgia. Mi sono anche perso un torneo stupendo in Malesia, con le migliori giovanili del mondo. Ricordo ancora quel Ferragosto, passato da solo a curarmi nel collegio di Gallarate dove vivevo e studiavo. Poi ho cominciato a macinare anche lì presenze e gol. Finché, era il 20 dicembre 2007, non arriva la convocazione con la prima squadra, appena rientrata dall' Intercontinentale in Giappone. Gioco in Coppa Italia con il Catania. Perdiamo in casa 2-1, ma segno io. Mi ripeto al ritorno, però l' 1-1 non basta. Poi torno in Primavera, e durante il Torneo di Viareggio sono in stanza con Davide Ancelotti, figlio del mister. Stiamo guardando Fiorentina-Milan e Gilardino, diffidato, viene ammonito, mentre Pato segna ma poi si fa male. Davide mi dice: «Vedrai che papà ti chiama». Infatti la domenica dopo, con il Siena, vado in panchina. Entro al 18' del secondo tempo e segno dopo 18 secondi. Se non è destino questo... La fama E' lì che scopro la notorietà. La gente mi riconosce per strada, i giornalisti vengono a cercarmi pure a scuola. Ma resto comunque con i piedi per terra. Un po' per carattere. Un po' perché ho subito imparato che se ti monti la testa, quando poi le cose non vanno bene il tonfo è più grande. In estate mi incontro con i dirigenti del Milan: siamo d' accordo che la cosa migliore sarebbe andare altrove per giocare con continuità. Eppure tutto si sblocca solo a tre giorni dalla chiusura del mercato: al Milan arriva Sheva e io posso andare al Parma. Ma spero che questa storia sia solo all' inizio. Debutto in A al 18' della ripresa, e dopo 18 secondi segno: se non è destino questo... g GLI ALTRI IN GARA LA SCHEDA O ALBERTO PALOSCHI 19 ANNI ATTACCANTE La prima con i rossoneri a 17 anni Alberto Paloschi è nato a Chiari (Bs) il 4 gennaio 1990. Comincia nella Civitadese, dove resta fino agli Esordienti prima di passare nel 2002 alle giovanili del Milan. Nel 2007 vince il campionato Allievi, nello stesso anno passa in Primavera ed esordisce in prima squadra in Coppa Italia. Il 10 febbraio 2008 gioca la sua prima di campionato, contro il Siena, e dopo 18' ' va in gol: terminerà la stagione con 7 gare e 2 reti. Nell' estate 2008 va in comproprietà al Parma, in B, e contribuisce alla promozione degli emiliani con 12 gol. Il Parma rinnova la comproprietà col Milan per un altro anno: in questo inizio di stagione ha già segnato 4 reti in A.
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Paloschi AlbertoFonte:
http://archiviostorico.gazzetta.it/"A dream, many sacryfices, a victory."
